Quante volte ci siamo sentiti incastrati in quelle sceneggiature e siamo stati pervasi dalla rassegnazione?
Quante ci siamo sentiti più "controllati" che "virtualizzati"?
Quante altre il nostro tentativo di "essere situati fuori", di inseguire nuove modalità dell'essere e nuovi linguaggi ci è parso davvero vano dinanzi alle imperiose Fortezze del Reale? Lungo i rassicuranti Sentieri del Deja-vu che spesso ci troviamo costretti a percorrere?
Molto probabilmente abbiamo peccato di iniziale ottimismo: ci siamo gettati in quell'abbraccio eccitante e pericoloso sentendoci quasi dei novelli Max Renn, nuova post-carne nella Frontiera dell'Oltre.
Ecco perchè abbiamo ritenuto, ad un certo punto, necessario, inevitabile, il conflitto.
Come forma di ribellione alla rassegnazione.
Come estrema difesa di un Sogno che vedevamo spegnersi sempre più: nell'utilizzo, peraltro importante se non univoco, di Second Life come pura piattaforma mediatica (una sorta di evoluzione del medium televisione); nella riproduzione di sche(r)mi del Reale, come un lunaparkesco gioco di Specchi; nelle community come congreghe coese principalmente da interessi utilitaristici e settoriali.
A noi che abbiamo amato svisceratamente
Videodrome forse la scena finale ha lasciato sempre un po' l'amaro in bocca...ma era inevitabile: "
Gloria e vita alla nuova carne!"
Ringraziamo:
Giovanni Boccia Artieri per l'importante stimolo che ci sta regalando ed
Umberto Galimberti per il caloroso augurio che ha inteso formularci.
Neupaul Palen