In questa afosa domenica di giugno siamo riusciti, non senza affanni, a rintracciare le due notissime artiste di Second Life
Rina Scimento e
Ale Virtu e, approfittando della loro proverbiale disponibilità, abbiamo potuto realizzare questa breve ma illuminante intervista...
Susy Specchi: Iniziamo subito con il primo dei quesiti che saranno oggetto dell’incontro del 24 giugno cioè quali sono le origini dell’arte virtuale?
Ale Virtu: Devo risponderti citando inevitabilmente Pierre Lévy secondo il quale l’Arte è essenzialmente il “processo di virtualizzazione della virtualizzazione”. Concordando con il filosofo francese non posso che risponderti dicendo che l’Arte è da sempre un processo intrinsecamente virtuale. Un umano tentativo di sfuggire alle costrizioni spazio-temporali, alla grevità dell’ hic et hunc. Il concetto di arte virtuale è quindi una tautologia. Userei perciò quello di Arte Digitale, che trovo più calzante per definire le creazioni che usano (in tutto o in parte, comunque in modo prevalente) gli elaboratori elettronici come mezzo espressivo. L’Arte Digitale nasce nel momento in cui nascono i computer e si diffonde con la loro diffusione e il relativo sviluppo del software per l’elaborazione di immagini (2D, 3D o in movimento) e di suoni.
Susy Specchi: Grazie Ale. Adesso chiedo invece a Rina: quali sono state le prime sperimentazioni delle nuove tecnologie in campo artistico, e quali quelle attuali?
Rina Scimento: Come ha appena detto Ale, la Digital Art nasce con i primi elaboratori, già negli anni 50. Mi viene in mente Csuri Charles, uno dei pionieri della computer grafica, che già nella metà degli anni sessanta inventa un metodo per manipolare dei disegni (da lui realizzati) tramite un computer. Parallelamente i videogiochi sono da sempre stati una importante forma di arte digitale (ricordiamo che Spacewar è sviluppato nel 1960). Quando sono nate le reti di computer è nata la cosidetta net art che ha reso possibile la condivisione creativa e la fruizione dell’esperienza artistica attraverso lo spazio, meglio: in un non-luogo. Oggi con i mondi sintetici come Second Life è cresciuta a dismisura questa possibilità di condivisione/fruizione. Uno degli aspetti più affascinanti di Second Life è, secondo me, la possibilità di osservarsi nell’atto di creare, di essere corpo nel corpo dell’opera.
Susy Specchi: Qual è lo stato dell’arte in Second Life? Esiste un mercato per queste opere virtuali?
Ale Virtu: Ci sono molti artisti validi in Second Life. Sto pensando a Gazira Babeli, per esempio, e a Neupaul Palen e Papper Papp che fanno un lavoro volto a sfruttare le potenzialità del mezzo. Il mercato è allo stato attuale ancora in fase nascente, ancora troppe poche gallerie di arte contemporanea hanno capito le valenze della produzione artistica in SL. Confidiamo che la mostra organizzata da Mario Gerosa (che ringraziamo per averla a noi dedicata) possa sortire un effetto positivo in questo senso.
Susy Specchi: Sapete che non mi trovate d’accordo circa Neupaul Palen e Papper Papp. Colgo l’occasione per salutare anche io Mario Gerosa per l’incredibile lavoro che sta portando avanti in vista della mostra di Firenze. Mario: mangia e dormi ogni tanto eh! Un’ultima domanda per Rina: in che modo gli artisti creano, agiscono e interagiscono nel mondo virtuale?
Rina Scimento: Attraverso un monitor, una tastiera, un mouse e, se si usa il voice, una cuffia ed un microfono! Attenzione: tutto avviene passando attraverso un cavo!:-)
Susy Specchi: Ahhahaha:-) Un saluto affettuosissimo alle nostre simpaticissime Rina Scimento e Ale Virtu che ritroveremo di certo a Firenze, via del Proconsolo, alla
Mostra "Rinascimento Virtuale" presso il Museo di Storia Naturale sez. Antropologia
dal 21 ottobre 2008 al 7 gennaio 2009.
scritto da: Neupaul Palen


Festival della Creatività Rinascimento Virtuale
De Avatar Dignitate
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