Che i "grandi strateghi del PD" suonino "come un disco rotto" (come scrive Gennaro Carotenuto su Agoravox) è un fatto conclamato e non da oggi.
Chiunque abbia minimamente seguito la storia politica del (Bel?)paese dell'ultimo trentennio sa perfettamente quanto il berlusconismo sia stato proprio anche un prodotto di questi "grandi strateghi": Massimo D'Alema in primis; conosce perfettamente il mix di opportunismo e timore che ha condotto il simulacro della Sinistra italiana a divenire ombra sempre più tremante di se stessa.
Tanto ombra e tanto tremante che non ha potuto cogliere pienamente nemmeno il notevole senso politico della vicenda Berlusconi-Noemi-Lario sulla quale, (contrariamente a quanto afferma Carotenuto nel suo articolo) ha scelto di non assumere, dal momento della sua esplosione a seguito delle dichiarazioni della signora Lario, alcuna posizione trincerandosi dietro il vecchio detto popolare "tra moglie e marito non mettere il dito".
In verità, solo La Repubblica ha capito quanto questa vicenda potesse essere l'occasione di portare un attacco di natura politica al Premier colpendo al cuore proprio quella "sicumera" berlusconiana che ci descrisse il grande Indro Montanelli.
Non reputo il "tuffarsi" di La Repubblica su questo caso "sintomo dell’infinita debolezza programmatica prima ancora che correntizia del PD stesso" in quanto il PD non si è affatto tuffato.
Solo in queste ultime ore, per onor di cronaca, Dario Franceschini ha proferito (dato che il coro, costituito da stampa internazionale e blog, si stava allargando) un timido "Berlusconi risponda".
Non riesco proprio a concordare con quanti considerano (sulla scia dei loop del Premier) La Repubblica un organo di un Partito Comunista che tra l'altro non esiste più da molti anni.
L'inchiesta che questo giornale ha condotto sin qui è nata nell'isolamento più totale sia rispetto al nostro panorama mediatico che a quello politico e questo isolamento non è responsabilità certo di quel quotidiano bensì del controllo mediatico (diretto e indiretto) oramai quasi totale in questo paese (Freedom House non ci ha recentemente declassati per caso...).
Ma torniamo al concetto di possibilità di portare un attacco politico al Presidente del Consiglio.