Sono trascorsi nove giorni dal nostro invito a sviluppare nei blog il dibattito in corso sull’ arte in Second Life.
Nel frattempo abbiamo avuto occasione di assistere ad un ulteriore evento dedicato, quello del 4 luglio ad Experience Italy (relatori Mario Gerosa, Paolo Valente aka Arco Rosca, Roxelo Babenco, Guido Razzano e Mario Savini docente di “Net Art” e “Cultura digitale” presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata).
Dobbiamo constatare che gli unici (li ringraziamo di cuore per il sincero interesse) che hanno raccolto la nostra esortazione sono stati
Liu Lunasea e
Joannes Bedrosian, che, tra l’altro, sono studiosi dei nuovi media e di comunicazione, dotati di una notevole sensibilità artistica ma, forse, non esclusivamente e propriamente definibili
artisti t
out court.
Gli
artisti tout court, nonostante ci avessero espresso interesse e gradimento per la nostra iniziativa, a tutt’oggi non hanno ancora dato segni di vita.
Abbiamo però ancora fiducia (è periodo di sole e spiagge, per fortuna!, e sappiamo che sono certamente sinceri nel loro manifestato desiderio di contribuire al dibattito).
In ogni caso, ci pare il momento di formulare alcune considerazioni in base ad una sensazione che avvertiamo.
Qualcuno è più preoccupato del problema di mantenere una “centralità” nel dibattito che di quello relativo agli esiti del dibattito stesso?
Noi, si badi bene, non ci siamo mai posti (né anelato ad esserlo) come “centro”, non è nei nostri geni la capacità di gestire né, tantomeno, il desiderio di leadership di qualsiasi tipo.
D’altronde non ce ne era nemmeno il bisogno: fortunatamente abbiamo già un gruppo di avatar che si è accollata questa onorata e onerosa missione.
Quello che spiace è che si avverte una sorta di ostracismo nei confronti di chi tenta di lanciare nuovi stimoli ma lo fa stando al di fuori di una certa cerchia consolidata.
Sembra come se solo se si faccia parte di un gruppo, si sia “amico” di qualcuno o, nel caso opposto, si sia pronti a compiere un atto di “sottomissione” (più o meno pubblico), si possa avere voce in capitolo e credibilità.
Confidiamo che si tratti solo di una sensazione sbagliata, ovviamente.
Ne andrebbe, a nostro parere, del buon esito del dibattito perchè un vero dibattito dovrebbe raccogliere tutte le voci, anche quelle più fortemente critiche e, perciò, magari “scomode”.
Nel frattempo cogliamo l’occasione per ringraziare anche:
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Roxelo Babenco, per
l’illuminante (ed oggi decisamente di sinistra!) dissertazione sulle capacità taumaturgiche del Mercato e sulla sua Mano Invisibile di smithiana memoria:-).
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Arco Rosca, per aver
rinnovato l’invito a sviluppare il dibattito da noi formulato con
il post del 29 giugno 2008 (anche se si è dimenticato di citarci ed anche se pare che il suo intento sia restringere il dibattito solo ai "
principali protagonisti" tra gli operatori del settore; perchè, altrimenti, anteporre quell'aggettivo? Non siamo d'accordo con questa visione elitaria: noi siamo geneticamente portati ad ascoltare chiunque a prescindere dal suo status sociale e/o culturale. E' questo il nostro limite?);
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Asian Lednev, (che pur non avendo inteso dare considerazione, nè menzione quindi, al suddetto invito a continuare il dibattito nei blog) ieri ha diffuso in-world, nel gruppo Liberamente (a noi risulta esclusivamente in esso), una notice rivolta al “Popolo di SL” (a lui viene spontaneo porre questa domanda: il gruppo Liberamente è il “Popolo di SL”?).
Peraltro, la suddetta notice risulta essere decisamente oscura soprattutto nell'indicazione che
le risposte ai quesiti posti "faranno parte di un progetto più ampio" del quale non si dice assolutamente nulla (!) ed in quella immediatamente successiva che recita "
Se me lo permetterai le potrei pubblicare in forma anonima"(??).
Un altro modo per svilire i contributi personali forniti dalle persone che intenderanno rispondere?
Questa volta siamo totalmente d’accordo con
Mario Gerosa: abitiamo una provincia e non mondo virtuale. L’Italia è il paese dai mille campanili.
Un Paese che, da anni, risulta difficile vivere nel reale, cosa ci dovremmo aspettare, quindi, dal Virtuale Nazionale?
scritto da: Neupaul Palen