Ci dispiace ma non possiamo assolutamente riconoscerci nell'affermazione fatta da
Mario Gerosa secondo la quale "
L'arte fotografica di Second Life è squisitamente strumentale" ad un social network come Flickr.
Ci pare un assoluto svilimento dell'atto creativo nel momento stesso in cui lo si considera del tutto subalterno all'apprezzamento di un "pubblico", in questo caso costituito, poi, da una ristretta (*) cerchia di "colleghi" (e per lo più compiacenti, per convenzione più o meno tacita).
Crediamo che la linea di demarcazione tra l'Arte (pur nell'epoca della sua riproducibilità tecnica) e qualsivoglia altro tipo di produzione umana stia proprio qui: nel suo aver una propria valenza a prescindere dal pubblico, dai "consumatori", dal Mercato, dalle strategie del dio Marketing, dall'"approvazione" dei più o dei "più potenti" di ogni genere (di cui godevano pure gli artisti di corte al contrario di un povero Vincent Van Gogh, per esempio, che non ha avuto la fortuna di "condividere" le proprie opere esattamente come è capitato ad altri).
D'altronde la storia dell'Arte è costellata di incredibili sviste, di riconoscimenti postumi, di artisti che, più o meno coscientemente (o del tutto inconscientemente), hanno scelto di non praticare i canali più scontati e, forse, maggiormente remunerativi. Ci sovvengono alla mente una marea di movimenti alternativi, dalla Scapigliatura alla Beat Generation (per non andare troppo a ritroso).
Il gesto creativo non scaturisce (per fortuna!) meccanicisticamente da una sorta di calcolo fatto a tavolino per "
suscitare una certa reazione".
Riteniamo che l'Arte sia innanzitutto uno strumento di conoscenza di se stessi e del mondo; e, conseguentemente, "l
'azione artistica" sia intrinsecamente e naturalmente "
complessa".
Crediamo che ciò che muova un vero artista sia (e debba essere) essenzialmente il desiderio di scoprirsi e di scoprire.
Per quanto sopra, noi, "
nella fase di ideazione" (nell'effimero momento in cui congeliamo un fotogramma) siamo così totalmente presi dall'atto creativo in sé che 'scattiamo' senza minimamente pensare "
aprioristicamente ai commenti che potrà provocare" la nostra immagine. Solitamente non abbiamo neanche il tempo di razionalizzare le motivazioni profonde delle nostre visioni (difatti, l'indispensabile fase auto-critica la esplicitiamo, spesso e volentieri, solo a posteriori). Potete immaginarvi facilmente, quindi, se possiamo averne per esasperare "
dettagli e particolari che possano suscitare una certa reazione".
Quello del confronto (che è di certo necessario all'accrescimento del proprio bagaglio umano, culturale ed artistico), infatti, è solamente un SECONDO momento: l'Arte è comunicazione, non c'è dubbio alcuno, ma solo se è innanzitutto creazione, cioè rappresentazione profonda (ovviamente, fin quanto ci è possibile) del nostro sentire, vedere, pensare. Solo se questo si verifica, essa può essere allora un valido momento comunicativo.
Non può sussitere condivisione senza contenuto, sarebbe come condividere il vuoto, no? E ci rifiutiamo di pensare che il contenuto si condensi nei commenti lasciati su un social network...
Non ci ha mai entusiasmato nè eccitato avere un account Flickr; proprio per questo abbiamo preferito, ultimamente, creare alcune semplici
pagine web con le nostre visioni senza prevedere la possibilità del "commento pubblico".
Siamo convinti che chiunque sia eventualmente e davvero colpito (positivamente o negativamente) dalle nostre creazioni possa essere assolutamente in grado di reperire su queste pagine il nostro indirizzo di posta elettronica e di scriverci, senza che il mondo intero debba necessariamente sapere che egli ha apprezzato o meno (e, quindi, senza che il suo commento sia inevitabilmente influenzato da questa modalità pubblica).
Crediamo che la scelta da noi effettuata offra una possibilità di maggiore "sincerità", al di fuori dei luoghi comuni e delle convenzionalità di quelli lasciati in un social network (lo sappiamo tutti: spesso solo per auto-promozione e/o scambio di favori, della serie "io-commento-te-positivamente-e-tu-fai-lo-stesso-con-me").
Eppure, in questa Era del Web 2.0, alla maggior parte di noi basta davvero poco: due o tre commenti positivi lasciati da qualche "amico" (con cui ci si sdebiterà prontamente) e il proprio Amor Proprio si innalza sufficientemente per uscire di casa al mattino con l'espressione di essere importanti per il Mondo...
Grazie Flickr, Freud ti avrebbe considerato un valido strumento di psicoterapia.
(*) Leggere, a tal proposito, l'interessante
analisi sul web 2.0 di Daniele Simonin
Neupaul Palen & Papper Papp
La terza dimensione - Pavia 16 maggio 2008