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Bollettini di Resistenza Creativa dalla Seconda Repubblica di Weimar già Repubblica Italiana
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venerdì, 27 febbraio 2009

Felici di essere rappresentati da quest'uomo

postato da: SusySpecchi alle ore 20:18 | link | commenti | commenti
categorie: berlusconi, sarkozy, carla bruni
venerdì, 27 febbraio 2009

Come viene visto Berlusconi nel resto del mondo

postato da: SusySpecchi alle ore 09:56 | link | commenti | commenti
categorie: berlusconi
lunedì, 23 febbraio 2009

Seconda Repubblica di Weimar: Italian Freikorps

FONTE: La Repubblica.it
I City Angels battono le strade milanesi da 14 anni. Gli "assistenti civici" di Livorno sono invece pronti a debuttare in questi giorni. Il decreto anti-stupri del governo non fa che accelerare un processo in corso: decine sono le ronde già attive nei comuni del centro-nord. Il rischio? Le mani dei partiti sulla sicurezza. Una parte delle ronde ha infatti un colore politico: in testa, sventolano le bandiere della Lega Nord, seguite da quelle di An, Destra di Storace, Forza Nuova e Fiamma tricolore. "Il rischio di politicizzazione della sicurezza - avverte l'Associazione nazionale dei funzionari di polizia - è reale e ci riporta alla memoria tempi che credevamo superati".
Quello delle ronde non è un fenomeno omogeneo. Si va dai pensionati con block notes di Firenze, agli studenti-vigilanti di Bologna; dagli storici e apartitici City Angels lombardi, alle ronde targate Carroccio. Se infatti è vero che una parte del fenomeno è trasversale a tutte le amministrazioni comunali, di centrosinistra e centrodestra, un'altra parte mantiene precisi connotati politici.
Molte ronde sfilano oggi sotto le insegne leghiste. Le prime? Le "Ronde padane", nate a Voghera nel 1997: "Stavamo raccogliendo le firme per chiedere una maggiore presenza di polizia nel centro storico - racconta uno dei fondatori, Gigi Fronti - quando ci venne in mente che noi stessi potevamo fare la nostra parte formando squadre che, disarmate, girassero per la città". Quanti sono i volontari padani? Numeri ufficiali non ce ne sono, ma Mario Borghezio, già dieci anni fa, parlava di 8mila persone: "Da Cuneo e Trieste sono una quarantina i comuni coinvolti, anche grandi come Modena, Torino e Monza".

La bandiera della sicurezza porta voti e fa gola a molti. Gli altri partiti non stanno a guardare: si muove Alleanza nazionale, con Azione Giovani a Torino, Padova e Venezia; muovono i primi passi le ronde della Destra di Francesco Storace alla periferia di Roma; la Fiamma Tricolore annuncia di aver cento militanti pronti a Trieste; Forza Nuova è già attiva a Foggia e Pescara.

Bisogna vedere ora cosa cambierà con la patente di legittimità promessa dal governo, sotto la responsabilità del prefetto. "Non solo le ronde sono una maldestra surroga alla mancanza di turn over tra le forze dell'ordine - sostiene Enzo Letizia, segretario dell'Associazione nazionale funzionari di polizia - ma costituiscono un rischio reale di politicizzazione della sicurezza. Le ronde - prosegue - sono permeabili all'infiltrazione di organizzazioni criminali, come mafia e camorra e possono nascondere tra le loro fila delle squadracce di esaltati pericolosi". Meno allarmato il giudizio del sociologo Marzio Barbagli: "Non serviranno a granché, ma non credo che siamo in presenza di fenomeni pericolosi, se disarmati e privi di colore politico. Una cosa però è certa: le ronde rappresentano una forma premoderna di sicurezza, di prima che nascesse la polizia. Se le si ritirano fuori, accanto all'uso dei militari in città, si mette in discussione la funzione stessa delle forze dell'ordine".

Come volevasi dimostrare...
huelsen
postato da: SusySpecchi alle ore 10:13 | link | commenti | commenti
categorie: lega, alleanza nazionale, ronde, weimar, seconda repubblica, freikorps
venerdì, 20 febbraio 2009

Seconda Repubblica di Weimar: tornano i Freikorps

Dal 1918 (...) l'espressione Freikorps iniziò ad indicare delle organizzazioni paramilitari di estrema destra che sorsero in Germania, appunto, dopo la fine della Prima guerra mondiale.
Molti veterani tedeschi si sentirono profondamente scollati dalla vita civile, e si unirono nei Freikorps, alla ricerca della stabilità all'interno di una struttura simile all'esercito. Altri, furenti per l'inaspettata ed apparentemente inspiegabile sconfitta (la cosiddetta Dolchstoßlegende), vi si unirono nel tentativo di abbattere le sollevazioni comuniste o per ottenere una qualche forma di rivincita.
Essi ricevettero considerevole supporto da Gustav Noske, il ministro della Difesa tedesco, che li usò in quella guerra civile che segnò gli albori della Repubblica di Weimar, per schiacciare la Lega Spartachista con la violenza, non senza ricorrere all'omicidio, come nel caso di Karl Liebknecht e Rosa Luxemburg. Il primo bando di arruolamento fu diffuso dal generale Marcker il 22 dicembre 1918. I più importanti comandanti, oltre a Marcker, furono: i generali Roder, Von der Gotz, Hulsen, il maggiore Ehrhardt e il tenente Gehrard Rossbach.
Il Consiglio dei ministri ha approvato all'unanimità il decreto legge che contiene le norme antistupri, messo a punto dal ministro dell'Interno Roberto Maroni. Il provvedimento, come annunciato, istituisce le ronde, a cui - più che i semplici cittadini - dovranno partecipare prevalentemente "ex agenti di polizia, dei carabinieri e delle forze armate: sono modifiche proposte da An e approvate da tutti", come ha precisato il ministro della Difesa, Ignazio La Russa.
Dunque il decreto autorizza una versione cosiddetta "soft" delle ronde: i membri non devono essere armati, e devono agire in coordinamento col prefetto. Dice La Russa: "Ci sarà un coinvolgimento rafforzato del Comitato provinciale sulla sicurezza".
Il modello, ha aggiunto Maroni, è quello dei City Angels, che già agiscono a Milano in sintonia con il Comune. "Sono volontari per la sicurezza, non ronde fai da te - ha detto il responsabile del Viminale - gli elenchi dei volontari verranno tenuti dalle Prefetture, il modello è quello dei volontari per i vigili del fuoco. Sarà data priorità alle forze dell'ordine in pensione. Devono essere persone che sanno quello che fanno". Il dl prevede anche una strette contro chi chi è sospettato di violenze sessuali: vietati gli arresti domiciliari.
In conferenza stampa, invece, Silvio Berlusconi ha ribadito, per l'ennesima volta, la necessità di ricorrere alla legislazione d'urgenza, contro quella che a suo giudizio è un eccessiva lentezza del Parlamento: "Voglio sottolineare - ha detto - che il governo può utilizzare la decretazione di urgenza a seguito del clamore suscitato dai recenti episodi. Voglio dire che rispetto al 2006-2007 i casi di stupro sono diminuiti del 10%". Roma compresa. Un calo dovuto, secondo al presidente del Consiglio, "ai pattugliamenti fatti dai militari nelle nostre città".
Il premier ha proseguito spiegando che alcune norme sono state inserite oggi nel decreto perchè erano state "consegnate al Parlamento": come lo stalking, ad esempio. "Ma i tempi che il Parlamento impiega per approvare queste norme si dichiarano da soli". Perciò i decreti legge sono uno strumento "essenziale" affinchè "un governo possa intervenire tempestivamente, legiferando con norme che immediatamente siano applicabili e quindi possano consentire dei risultati nelle situazioni che si manifestano e che richiedono provvedimenti tempestivi".
E come annunciato, il decreto contiene anche la norma che allunga il periodo in cui gli immigrati clandestini possono essere trattenuti nei centri di identificazione: non più due, ma sei mesi. "Noi abbiamo anticipato nel decreto una norma già approvata dal Parlamento europeo per quanto riguarda l'asilo e i rimpatri", ha commentato Maroni.
Il ministro dell'Interno ha anche smentito contrasti col capo dello Stato, sul tema delle ronde. "Non c'è stato alcun veto del Quirinale - ha assicurato - ieri con Napolitano ho concordato questo testo, senza alcuna forzatura o obiezione".

Il Quirinale puntualizza come "i contenuti del decreto siano di esclusiva responsabilità del governo". Frase che sembra una riposta alle parole del ministro dell'Interno, Roberto Maroni che aveva negato contrasti con il Quirinale: "Non c'è stato alcun veto del Quirinale. Ieri con Napolitano ho concordato questo testo, senza alcuna forzatura o obiezione".
Dura la posizione della Santa Sede. "L'istituzione delle ronde rappresenta - per il segretario del pontificio consiglio dei Migranti, monsignor Agostino Marchetto - una abdicazione dello Stato di diritto. Non è la strada da percorrere"
postato da: SusySpecchi alle ore 22:44 | link | commenti | commenti
categorie: immigrazione, stupro, ronde, weimar, freikorps
giovedì, 19 febbraio 2009

Ritorno al medioevo


Un ritorno al Medioevo. Così possono essere definite le norme approvate dalla Commissione Giustizia della Camera. Ci si aspettava un provvedimento mirato a limitare la pubblicazione delle intercettazioni telefoniche. Siamo invece in presenza di un testo che impedisce la diffusione di tutto quello che avviene durante le indagini preliminari.
Per mesi e mesi i cittadini non potranno conoscere ciò che il Pubblico ministero e la polizia giudiziaria stanno facendo.
Nel Medioevo era così. La conoscenza dell'attività giudiziaria da parte dell'opinione pubblica è un bastione della civiltà giuridica. Il processo si deve svolgere in pubblico (lo volevano anche gli antichi romani) e non nelle segrete stanze di una questura o di un palazzo dei giudici. Il pubblico entra nell'aula quando comincia la fase del dibattimento, dopo il rinvio a giudizio.
E prima? Il codice di procedura penale entrato in vigore nel 1988 aveva previsto che potesse essere reso pubblico il contenuto degli atti ormai a conoscenza delle parti (il Pm e l'avvocato della difesa). Per proteggere l'attività di indagine era stato previsto che il giudice potesse apporre il segreto, anche su quegli atti. Altrimenti (art. 329) l'accaduto poteva essere conosciuto dai cittadini. Ovviamente attraverso il lavoro dei giornalisti.
Adesso, se viene approvata una legge come questa, tutta la prima parte del procedimento penale sarà avvolta dal mistero e dal segreto.
Con una legge siffatta, negli ultimi anni non avremmo saputo nulla di tangentopoli e di tutte le inchieste che hanno coinvolto banchieri, vallette, calciatori (e giornalisti).
In più, ciliegina sulla torta, la Commissione Giustizia ha inserito di nuovo nel testo il carcere (da 1 a 3 anni) per i giornalisti e centinaia di migliaia di euro di multa per gli editori, in seguito alla  pubblicazione con dolo di intercettazioni riguardanti fatti e persone estranee alle indagini.
Sono norme profondamente illiberali, che schiacciano il diritto di cronaca.
Ci si può solo augurare che le organizzazioni dei giornalisti - e i cittadini attenti all'esercizio della libertà di stampa - strillino forte.
Una norma come questa fu considerata iniqua e inaccettabile ai tempi dei processi a Craxi e a Forlani, 15 anni fa.
Nel frattempo sono aumentati sia gli strumenti della comunicazione sia il desiderio di conoscenza.
La classe politica non può, nel 2009, riportare l'Italia nel "buio giudiziario".
postato da: SusySpecchi alle ore 14:18 | link | commenti | commenti
categorie: intercettazioni, stampa
giovedì, 19 febbraio 2009

Superstato di Oceania, già Italia

da IL SENATO
Proposta di modifica n. 50.0.100 al DDL n. 733


50.0.100 (testo 2)
D'ALIA
V. testo 3
Dopo l'articolo 50, inserire il seguente:

«Art. 50-bis.
(Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet)

1. Quando si procede per delitti di istigazione a delinquere o a disobbedire alle leggi, ovvero per delitti di apologia di reato, previsti dal codice penale o da altre disposizioni penali, e sussistono concreti elementi che consentano di ritenere che alcuno compia detta attività di apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet, il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività indicata, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine.

2. Il Ministro dell'interno si avvale, per gli accertamenti finalizzati all'adozione del decreto di cui al comma 1, della polizia postale e delle comunicazioni. Avverso il provvedimento di interruzione è ammesso ricorso all'autorità giudiziaria. Il provvedimento di cui al comma 1 è revocato in ogni momento quando vengano meno i presupposti indicati nel medesimo comma.

3. I fornitori dei servizi di connettività alla rete internet, per l'effetto del decreto di cui al comma 1, devono provvedere ad eseguire l'attività di filtraggio imposta entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000, alla cui irrogazione provvede il Ministro dell'interno con proprio provvedimento.

4. Entro 60 giorni dalla pubblicazione della presente legge il Ministro dell'interno, con proprio decreto, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e con quello della pubblica amministrazione e innovazione, individua e definisce i requisiti tecnici degli strumenti di filtraggio di cui al comma 1, con le relative soluzioni tecnologiche.

5. Al quarto comma dell'articolo 266 del codice penale, il numero 1) è così sostituito: "col mezzo della stampa, in via telematica sulla rete internet, o con altro mezzo di propaganda".».


Metti che passi l’attuale disegno di legge per il testamento biologico, che fissa come reato la sospensione di alimentazione e idratazione artificiali. Metti che si ripresenti un caso analogo a quello di Eluana. Metti che uno apra su Facebook il gruppo “Continuare ad alimentarla è un crimine, sospendete l’alimentazione” (Oppure potrebbe scriverlo sul suo blog).

E’ un’opinione, no? Eppure quello viene denunciato: istigazione a delinquere, apologia di reato. Grazie all’articolo del Decreto sicurezza prodotto dall’emendamento D’Alia.

Ecco, meglio tenerlo presente, giusto perché poi quando ti opponi ti rispondono: “Ma la repressione è per i reati gravi, per la mafia, la pedopornografia, non per le opinioni politiche”.

Magari se lo ricordino pure quelli che sono sempre pronti a chiedere espulsioni e bandi per tutti gli altri che sostengono idee che a loro fanno orrore. Se domani poi farete orrore voi, è voi che denunceranno.
postato da: SusySpecchi alle ore 10:17 | link | commenti | commenti
categorie: internet, , censura, 1984, big brother, dalia, reati di opinione, apologia di reato
mercoledì, 18 febbraio 2009

Copertina Ballarò 17/02/2009

postato da: SusySpecchi alle ore 20:40 | link | commenti | commenti
categorie: berlusconi, ballarò, mastella, veltroni, partito democratico, mills, crozza
mercoledì, 18 febbraio 2009

Il Premier salvato dal Lodo Alfano

da La Repubblica.it

Da avvocato parlava con competenza di "equilibrismi" e "svicolare", ma alla fine quello che ha svicolato è stato l'altro. E come accade non di raro in ogni paese del mondo, il pesce piccolo è finito nella padella e il pesce grosso nuota forse non felice, ma di certo libero dalla rete.

David Donald Mills Mac Kenzie, avvocatone inglese, è stato condannato ieri per aver accettato una "regalia" in dollari e aver detto più d'una bugia ai magistrati italiani. Ma chi, stando alle accuse, e stando alla sentenza di primo grado emessa ieri, ne ha tratto i maggiori profitti e benefici, e cioè Silvio Berlusconi, si è dileguato negli abissi. Come non raramente gli è accaduto, negli ultimi quindici anni.

C'è una storia, è sempre la stessa storia, nessuno la narra più. Qualcuno ricorda Bettino Craxi, il suo amico ristoratore Giorgio Tradati e una sigla curiosa, All Iberian? In breve. Tradati, quando incontra suo malgrado i magistrati nel pieno di Mani Pulite, non può che confessare almeno un po' di quello che sa. è uno dei prestanome di Craxi e conferma che nel '91 (sì, sono storie di diciassette anni fa, il tempo passa senza essere raggiunto dalla verità) su un conto svizzero dell'allora segretario socialista affluiscono quindici miliardi di lire. Li manda una società con sede in un paradiso fiscale, la All Iberian. E, caso più unico che raro in Tangentopoli, su questa società poco dopo il conto craxiano rimanda indietro cinque miliardi. In quale modo fossero sbagliati i conti del dare o dell'avere, non si è mai saputo, c'è ancora chi se lo chiede.

Ma Silvio Berlusconi - qualcuno lo ricorderà - giura sulla testa dei suoi figli di non saperne niente. "Volete che con mio senso estetico potrei scegliere un nome così brutto?", ribatte ai cronisti in un corridoio del tribunale. Eppure, Craxi e Berlusconi finiscono nel processo chiamato, appunto, All Iberian: le rogatorie non consentono dubbi, quella società danarosa che dà soldi in nero ai politici fa parte del grappolo di ditte e conti bancari esteri del sistema-Berlusconi. Nel frattempo, il teste Omega, e cioè Stefania Ariosto, porta a Ilda Boccassini rivelazioni tali da consentire indagini dure, e il processo che porterà alla condanna in Cassazione di Cesare Previti, il braccio destro di Berlusconi negli affari giudiziari, e a scoprire un bel racket di giudici e avvocati per aggiustare le sentenze.
Il premier, che è e resta un combattente invidiabile, affronta però ogni tempesta. Spesso ribatte colpo su colpo. Appena può, abbandona nel mare agitato i perdenti e i perduti. Ma chissà come, tra i flutti, qualcuno dalla procura pesca quel pesciolino inglese. Che poi tanto pesciolino non è: è un signore elegante, giramondo, affabile, che ha sposato Tessa Yowell, allora ministro della Sanità governo Blair e ora (si sono separati) sottosegretario alle Olimpiadi di Londra 2012.

Il pesciolino, il 18 luglio 2004, dieci anni dopo l'addio alla toga di Antonio Di Pietro, viene convocato nella noiosa e triste procura milanese. Di fronte a lui un pm che suscita sentimenti negativi e positivi in egual misura, si chiama Fabio De Pasquale. Era stato lui a respingere la richiesta di libertà di Gabriele Cagliari, ex presidente Eni, trovato morto soffocato a San Vittore. Ma è lui che con caparbietà segue piste che altri evitano.

Mills, si sa, ha curato "situazioni" nei paradisi fiscali per il gruppo Mediaset e altri gruppi italiani. Un professionista di livello mondiale. Sbarca dall'aereo con sicumera e si siede davanti ai pm, in qualità di fondatore di una galassia di cifre e monete e sigle. Ci sta un'ora, due ore. Alla fine, dieci ore.

E, sorpresa, la sua corazza cede: "Io - dice in sostanza - durante l'inchiesta e il processo All Iberian non ho raccontato le vere titolarità dei conti". E siccome gli sono arrivati 600mila dollari, e deve spiegarli, aggiunge: "Quelle somme mi furono date da Carlo Bernasconi per conto di Silvio Berlusconi erano un regalo per gli equilibrismi che avrei dovuto fare per svicolare da alcune situazioni difficili che si erano venute a creare". Una contortamente perfetta frase da avvocato.

Bernasconi, nel frattempo, è morto. Ma sono vivi i fiscalisti inglesi ai quali Mills si è rivolto dicendo, più o meno, "sono in un guaio". Ha cercato di cambiare versione, ha mandato lettere su lettere - l'ultima nella scorsa udienza - coinvolto personaggi vari che però con All Iberian e dintorni non c'entrano nulla. I giudici, ricusati ma riaffermati, non gli hanno creduto. Ed è evidente che in quell'aula non credono nemmeno a Berlusconi: ma mentre Mills è condannato, l'altro fa la conta di quelli che lo difendono e naviga con il vento in poppa. Sempre più intoccabile grazie al lodo Alfano, irraggiungibile in virtù del tempo che prescrive sentenze e corrode tutti tranne lui, potentissimo per il combinato disposto della carica politica, dei suoi miliardi in euro, della sudditanza incondizionata di fans della strada e onorevoli del Palazzo, Berlusconi è davvero al di là delle angosce degli imputati mortali. E tale resterà.


Ovviamente è tutto, come sempre, un complotto politico. Infatti gli italiani non fanno più alcun caso a notizie del genere.
Ah! meno male che Silvio c'è.


postato da: SusySpecchi alle ore 11:49 | link | commenti | commenti
categorie: berlusconi, all iberian, mills
martedì, 17 febbraio 2009

"Mills fu corrotto dalla Fininvest" al legale inglese 4 anni e 6 mesi

da La Repubblica.it

L'avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di Milano. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi.

Successivamente, nel corso del dibattimenti, Mills aveva poi parzialmente ritrattato quella versione cercando di discolpare il presidente del Consiglio. Il premier era in un primo momento imputato insieme all'avvocato, ma la sua posizione è stata stralciata in seguito all'approvazione del "Lodo Alfano" sull'impunità delle massime cariche dello Stato da parte del Parlamento, norma attualmente al vaglio della Corte Costituzionale. Mills è stato condannato a risarcire anche 250 mila euro alla parte civile Presidenza del Consiglio (paradossalmente al suo coimputato). I giudici hanno inoltre disposto la trasmissione degli atti alla Procura perché valuti la testimonianza di Benjamin Marrache, uno dei testimoni nel processo.

Anche se Berlusconi è al momento fuori dal processo, la sentenza di oggi getta comunque un'ombra pesante anche sul suo comportamento. Secondo il Tribunale, i 600mila dollari bonificati a Mills dalla Fininvest del '98 sono serviti infatti a corrompere il legale inglese per testimoniare il falso - così come sostenuto dalla Pubblica accusa - in due processi che vedevano imputato l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian).

Commentando la condanna, la difesa dell'avvocato Mills ha lamentato che la presenza di Silvio Berlusconi come coimputato nel processo milanese ha impedito al collegio di giudici presieduto da Nicoletta Gandus un'attenta valutazione dei fatti. "E' un processo - ha commentato polemicamente l'avvocato Federico Cecconi - che senza l'ombra dell'altro soggetto coimputato sarebbe stato esaminato in modo più sereno".


NO COMMENT
postato da: SusySpecchi alle ore 16:52 | link | commenti (4) | commenti (4)
categorie: berlusconi, tangenti, fininvest, all iberian, mills, lodo alfano
martedì, 10 febbraio 2009

Laicità è un senso etico pt.2

La laicità è un senso etico, è una regola non scritta che ti tiene insieme, è un codice che viene prima del genuflettersi verso l’Oriente, o del farsi il segno della croce. Se tu avessi quello, non importa che ti genufletti verso Oriente o se ti fai il segno della croce, ma se tu hai solo il segno della croce o solo il genufletterti… è lì il problema. La laicità non è soltanto sapere che risposte dare ai casi di coscienza. E’ identità. E’ qualcosa che si è sedimentato nel tempo. E se ne parliamo è perchè non riusciamo a definirla. L’angelo, il diavolo ti tirano come vuoi. Chi è che non crede più agli angeli custodi? Tutti, è comodo credere agli angeli custodi. Sono i più fenomeni della religione, non molto diversi dalle veline. E’ tutto pret-à-porter.(Marco Paolini)
postato da: SusySpecchi alle ore 16:41 | link | commenti | commenti
categorie: marco paolini, grande fratello, laicità, mentana, canale 5, eluana englaro, pret-à-porter
martedì, 10 febbraio 2009

Laicità è un senso etico


“La laicità è un senso etico, è una regola non scritta che ti tiene insieme, è un codice che viene prima del genuflettersi verso l’Oriente, o del farsi il segno della croce. Se tu avessi quello, non importa che ti genufletti verso Oriente o se ti fai il segno della croce, ma se tu hai solo il segno della croce o solo il genufletterti… è lì il problema. La laicità non è soltanto sapere che risposte dare ai casi di coscienza. E’ identità. E’ qualcosa che si è sedimentato nel tempo. E se ne parliamo è perchè non riusciamo a definirla. L’angelo, il diavolo ti tirano come vuoi. Chi è che non crede più agli angeli custodi? Tutti, è comodo credere agli angeli custodi. Sono i più fenomeni della religione, non molto diversi dalle veline. E’ tutto pret-à-porter.”
(Marco Paolini)
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categorie: marco paolini, laicità, religione pret-à-porter
domenica, 08 febbraio 2009

Non capisco

Flash2
Eluana, Berlusconi: non capisco i medici, è crudeltàBerlusconi: Cambio la Costituzione è filosovietica Addio Eluana Englaro
sabato, 07 febbraio 2009

Appello di "Libertà e Giustizia": "La democrazia è in bilico: salviamola"

ROMPIAMO IL SILENZIO

Firma l'appello
di
LIBERTA' e GIUSTIZIA
postato da: SusySpecchi alle ore 14:23 | link | commenti | commenti
categorie: appello, democrazia, costituzione, berlusconi, libertà e giustizia

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